Rapporto ANIA: calano del 2,5% i sinistri in sanità, + 3,8% il costo delle polizze

13/07/2015

Roma, 13 luglio 2015 - Calano del 2,5% il numero di sinistri sanitari ma aumentano del 3,8% i premi delle polizze sanitarie. E’ quanto evidenzia dall’ultimo Rapporto annuale dell’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) riferito al 2013. In quell’anno i sinistri hanno registrato una lieve riduzione rispetto al 2012 proseguendo così la tendenza già avviata due anni prima. In totale nel periodo 2010-2013 sono diminuiti dell’11%. Ma nello specifico ANIA evidenzia come mentre “i sinistri relativi alle strutture sanitarie diminuiscono del 5,5%, quelli relativi alle polizze dei professionisti tornano nel 2013 ad aumentare del 2,4%, dopo tre anni consecutivi di riduzione”. La stima dei premi del lavoro diretto italiano per l’esercizio 2013 è pari a 564 milioni di euro, ripartiti al 50% tra le polizze stipulate dalle strutture sanitarie e quelle sottoscritte dai professionisti sanitari. In ogni caso si deve tenere conto che la statistica non comprende i premi raccolti dalle imprese europee operanti in Italia in regime di libertà di prestazione di servizi. Rispetto all’anno precedente in ogni caso i premi sono aumentati del 3,8%. “Vi ha contribuito essenzialmente l’aumento di oltre il 10% registrato dal volume premi relativo alle polizze dei professionisti, probabilmente anche a causa di una rivisitazione dei prezzi assicurativi resasi necessaria per il persistente disequilibrio economico del settore”. Risultano invece in lieve contrazione (-2,1% rispetto al 2012) i premi relativi alle strutture sanitarie. Il tasso annuo di crescita dei premi complessivi nel periodo 2003-2013 si attesta al 6,9% (rispettivamente 4,1% per le strutture sanitarie e 10,9% per i professionisti). Per quanto la situazione del numero dei sinistri che la compagnia chiude senza effettuare nessun pagamento (c.d. senza seguito). “Se si esaminano le generazioni più mature (dal 1994 al 2003), mediamente oltre i due terzi dei sinistri denunciati alle compagnie, per il totale della r.c. medica, vengono chiusi senza seguito”.